Il giallo si infittisce tra mazzette, concorsi truccati e mediatori insospettabili sbuca la figura insospettabile di un anziano artigiano con il ruolo di “cerniera” tra il Comune e chi era disposto a pagare per ottenere un posto di lavoro o facilitazioni negli appalti pubblici
Torre Annunziata – Si arricchisce di nuovi, sorprendenti dettagli l’inchiesta della Procura della Procura della Repubblica su quello che ormai viene definito il “sistema Sorrento”, un intricato meccanismo di tangenti, favoritismi e relazioni opache che coinvolgerebbe amministratori pubblici, funzionari e figure del tutto inattese.
L’ultimo capitolo, emerso nelle scorse ore e portato alla luce dal giornale d’inchiesta Stylo24, aggiunge un tassello tanto clamoroso quanto emblematico: al centro della rete corruttiva ci sarebbe stato anche un barbiere di 86 anni, trasformato – secondo gli inquirenti – in intermediario chiave tra politica e interessi privati. – L’uomo,un ex acconciatore originario di Vico Equense, avrebbe svolto il ruolo di “cerniera” tra il Comune e chi era disposto a pagare per ottenere un posto di lavoro o facilitazioni negli appalti pubblici. Un profilo apparentemente marginale, che invece si inserirebbe in un sistema ben più strutturato e ramificato.
Per eludere controlli e intercettazioni, gli incontri venivano organizzati con un linguaggio in codice. Espressioni innocue, come “andare a fare una spuntatina”, sarebbero state utilizzate per mascherare appuntamenti riservati, spesso fissati in hotel e finalizzati,secondo l’accusa, alla consegna di denaro. – Le indagini, coordinate dalla Procura oplontina, delineano un quadro che va ben oltre i singoli episodi. Non solo appalti, ma anche concorsi pubblici manipolati: posti da istruttore amministrativo, tecnico e perfino nel settore della vigilanza sarebbero stati assegnati attraverso meccanismi illeciti. In questo contesto emergono anche accuse a carico di funzionari che avrebbero fornito in anticipo le prove d’esame.
A dare ulteriore peso all’impianto accusatorio sono le dichiarazioni dell’ex sindaco Massimo Coppola, che avrebbe iniziato a collaborare con gli inquirenti. Le cifre emerse parlano chiaro, tra i 15 e i 20 mila euro per garantirsi un posto fisso, con una rete di “pizzini” interni utilizzati per segnalare i candidati da favorire. – Accanto alla figura del barbiere, spunta anche quella di Raffaele Guida, detto“il sensitivo” ,ritenuto un altro ingranaggio del sistema. Il suo ruolo, secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di mediatore nei passaggi più delicati, capace di monitorare umori e tensioni all’interno degli uffici comunali.
Ma è sul fronte degli appalti milionari che l’inchiesta tocca i livelli più alti. Emblematico il caso dello Stadio Italia, un intervento da sei milioni di euro attorno al quale sarebbero state avanzate richieste di tangenti fino al 10% del valore dell’opera. Una pretesa giudicata eccessiva perfino da alcuni imprenditori coinvolti, che avrebbero rifiutato, contribuendo così a incrinare il sistema. – Le trattative, secondo quanto ricostruito, proseguivano anche al ribasso, tra incontri riservati e precauzioni estreme per evitare intercettazioni. Ma proprio le resistenze di alcuni operatori economici avrebbero finito per far emergere crepe in un meccanismo che sembrava consolidato.
L’inchiesta è tutt’altro che chiusa. Gli investigatori stanno passando al setaccio numerose procedure amministrative degli ultimi anni, mentre resta delicata la posizione dei principali protagonisti. Il “sistema Sorrento”, con i suoi codici, i suoi intermediari e le sue dinamiche sotterranee, restituisce l’immagine di una corruzione capace di mimetizzarsi nella quotidianità, dove anche una semplice “spuntatina” poteva nascondere molto più di un incontro dal parrucchiere. – 13 aprile 2026

















