Appalti e fondi pubblici, l’inchiesta frena il ‘sistema Sorrento’, evitato l’assalto ad altre risorse milionarie?

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La svolta giudiziaria ha frenato il meccanismo degli appalti e molto probabilmente, impetendo al “sistema”, l’accesso a nuove risorse milionarie come quelle del piano triennale delle opere pubbliche per ottanta milioni di euro

Sorrento  – La città torna al centro della cronaca giudiziaria con un nuovo filone di indagini che riaccende i riflettori sul cosiddetto “sistema Sorrento”, già al centro di una vasta inchiesta. Gli atti contengono nuove contestazioni, in particolare per corruzione e turbativa d’asta, che si aggiungono al già complesso quadro accusatorio emerso nei mesi scorsi ed in particolar modo anche per presunti intrecci illeciti nella gestione degli appalti pubblici. L’attività investigativa, condotta senza sosta dalla Guardia di Finanza di Massa Lubrense e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, con a capo il procuratore Nunzio Fragliasso, rappresenta un ulteriore sviluppo di un’inchiesta che negli ultimi mesi ha già scosso profondamente la città.

Le indagini si concentrano su un presunto sistema clientelare legato all’affidamento illecito di appalti pubblici da parte dell’amministrazione comunale. Un quadro accusatorio che si inserisce in una vicenda già segnata da passaggi clamorosi, a partire dall’arresto in flagranza dell’allora sindaco Massimo Coppola e del suo collaboratore Francesco Di Maio avvenuto il 20 maggio 2025, fino alle due ordinanze di custodia cautelare emesse tra luglio e agosto dello stesso anno nei confronti di altri 16 indagati per reati di corruzione e turbata libertà degli incanti. La vicenda sviluppatosi in questi giorni  vede la Procura chiedere l’applicazione della custodia cautelare per complessivi 21 indagati. Per 4 di essi è stata richiesta la custodia cautelare in carcere; per i restanti 17, gli arresti domiciliari. Anche in questa occasione, quindi,  sotto osservazione finisce la gestione degli appalti pubblici, vero fulcro dell’inchiesta.

Dall’entusiasmo per i cantieri ai sospetti sul sistema – La vicenda assume contorni ancora più significativi se si guarda al clima che si respirava in città fino a pochi mesi prima dell’esplosione dello scandalo. Sorrento viveva infatti una fase di apparente grande dinamismo, caratterizzata da un numero di cantieri aperti come raramente si era visto nella storia recente. Un fermento che aveva alimentato entusiasmo e consenso attorno alla figura del sindaco, considerato da molti il promotore di una stagione di cambiamento e sviluppo. Tuttavia, alla luce delle indagini, quella proliferazione di opere pubbliche viene oggi riletta sotto una luce completamente diversa. – Secondo l’impianto investigativo, infatti, proprio l’apertura continua di cantieri avrebbe rappresentato il terreno fertile per un sistema illecito, trasformando gli appalti in vere e proprie “occasioni” da sfruttare.

Il piano da 80 milioni, progetto ambizioso o leva del sistema?– Emblematico, in questo senso, è il piano triennale delle opere pubbliche approvato dalla giunta comunale a fine gennaio 2025, un progetto da circa 80 milioni di euro che all’epoca fu presentato come una svolta per il futuro della città.

Il piano prevedeva interventi di grande impatto, tra cui il collegamento pedonale meccanizzato tra il parcheggio Achille Lauro e Marina Piccola, finanziato con quasi 20 milioni di euro dalla Regione. Un’opera considerata strategica per migliorare la mobilità urbana e l’accesso al porto, nonostante polemiche e ricorsi. – Tra gli altri interventi figuravano il parco agricolo archeologico della Regina Giovanna, lavori di riqualificazione urbana in via De Maio e via Fuorimura, interventi di manutenzione su via Capo e opere al cimitero comunale, oltre a progetti di mitigazione del rischio idrogeologico lungo la costa, previsti entro il 2027. – All’epoca, il piano fu ampiamente sostenuto e presentato come un programma ambizioso per trasformare Sorrento e migliorare la qualità della vita dei cittadini, anche grazie al coinvolgimento dei vertici regionali.

Una lettura che cambia con le indagini – Oggi, però, quella stessa stagione viene riletta alla luce delle risultanze investigative. Il sospetto degli inquirenti è che dietro l’intensa attività amministrativa si celasse un disegno diverso, finalizzato non tanto allo sviluppo della città quanto alla gestione opaca delle risorse pubbliche. – Sarà il prosieguo dell’iter giudiziario a chiarire responsabilità e ruoli, ma è evidente come l’inchiesta abbia già prodotto un impatto profondo sul tessuto politico e amministrativo locale.

Il nuovo capitolo giudiziario rischia infatti di allargare ulteriormente il perimetro delle responsabilità, coinvolgendo altri soggetti orbitanti attorno al presunto sistema. Per molti degli indagati, il futuro si prospetta ora complesso, mentre la città si trova a fare i conti con le conseguenze di una vicenda che ha incrinato fiducia e aspettative. – Sorrento resta dunque sotto osservazione, in attesa che la magistratura faccia piena luce su uno dei casi più rilevanti degli ultimi decenni per il territorio. – 11 aprile 2026

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