Sorrento, accessi difficili a Marina Piccola con proteste dei ristoratori locali, ma fa discutere la strada storica occupata dai dehors

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Mentre tramite l’Associazione Ristoratori si chiede strade accessibili verso il porto, in modo paradossale, la storica 2ª Rampa di Marina Piccola, resta occupata da dehors e tavolini di un noto ristorante

Sorrento – Un grido d’allarme che arriva da uno dei cuori turistici della città, il porto di Marina Piccola  dove i ristoratori,denunciano le crescenti difficoltà nel raggiungere tale caratteristico luogo, mentre ci si avvia verso la fase cruciale della stagione. A farsi portavoce delle istanze degli operatori è l’Associazione Ristoratori Penisola Sorrentina, che segnala una situazione ormai diventata insostenibile.

Al centro delle criticità, una serie di disservizi e cantieri che, contemporaneamente, limitano l’accessibilità alla zona portuale. In primo luogo, la chiusura dell’ascensore della Villa Comunale, uno snodo fondamentale per turisti e residenti diretti verso Marina Piccola. A questo si aggiungono i lavori lungo il percorso pedonale che conduce ai Ninfei Romani, interventi al muro di Via Luigi De Maio e le condizioni precarie delle scalinate di Piazza Tasso, attualmente impraticabili a causa della presenza di erbacce e scarsa manutenzione. – Il risultato è una serie di ostacoli che impattano direttamente sulle attività di ristorazione locali. Gli operatori chiedono quindi un intervento immediato da parte del Comune, auspicando la rapida soluzione a tale criticità, auspicando una rapida riapertura e messa in sicurezza delle principali vie di accesso, per non compromettere ulteriormente una stagione già segnata da difficoltà.

Tuttavia, nel dibattito emerge anche un elemento controverso che riguarda la gestione complessiva degli spazi urbani. Tra le proposte avanzate dall’Associazione, infatti, spicca quella di migliorare i collegamenti alternativi verso il porto. Una richiesta che appare, a tratti, paradossale se si considera la situazione di una storica via di accesso “2ª Rampa” Marina Piccola, da sempre  un fondamentale collegamento pedonale per il porto. Una caratteristica stradina che  passa accanto all’ex storico convento, oggi sede del Municipio e alla Chiesa del Santo Patrono, dove, da tempo, molti cittadini  fanno notare che rimane perennemente occupata da dehors, tavolini, sedie e insegne appartenenti a uno dei ristoranti più noti della città. Un contesto che senza dubbio ostacola la libera fruizione di turisti e pendolari diretti al porto.

Una situazione inammissibile, considerando che il tutto avviene sotto gli occhi degli Uffici comunali preposti e in netto contrasto con Decreti legge e sentenze del Consiglio di Stato che vietano le installazione di strutture e occupazione di suolo pubblico nelle vicinanze di edifici storici. Infatti, l’occupazione di suolo pubblico in prossimità di palazzi storici o in centri storici è soggetta a stringenti limitazioni, spesso vietata o revocata per tutelare il decoro urbano e i beni culturali. Le Soprintendenze e i Comuni hanno il potere di vietare dehors o installazioni che ostacolano la visuale o il valore artistico. Nonostante le segnalazioni rivolte  anche all’attuale gestione commissariale del Comune, nulla sembra essere cambiato sotto tale aspetto,  2nda Rampa  Marina Piccola continua a dare l’impressione di essere una proprietà privata, alimentando il malcontento tra cittadini, turisti e operatori della zona.

In tale contesto, il malcontento dei ristoratori di Marina Piccola si inserisce in una questione più ampia, che riguarda l’equilibrio tra sviluppo turistico, gestione degli spazi pubblici e tutela del patrimonio storico. Un equilibrio che, secondo molti osservatori, dovrebbe partire proprio da una maggiore coerenza interna alle stesse categorie economiche.

Se da un lato è legittimo chiedere interventi per migliorare l’accessibilità e sostenere le attività locali, dall’altro appare inevitabile una riflessione anche sulle responsabilità condivise. bisognerebbe essere consapevoli che  il futuro di Marina Piccola e più in generale di Sorrento passa non solo attraverso infrastrutture efficienti, ma anche da una gestione più attenta e rispettosa degli spazi comuni,  in particolar modo, ponendo la dovuta considerazione , sia da parte degli operatori che delle autorità preposte, verso l’immenso  patrimonio storico artistico culturale della città. – 07 aprile 2026

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