Sorrento, bandiere in Piazza Tasso, una inopportuna esagerazione?

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Quasi 50mila euro per nuovi pennoni mentre la città chiede interventi urgenti su sicurezza, manutenzione e decoro urbano

Sorrento –  Le nuove bandiere previste in piazza Tasso non sono ancora realtà, ma hanno già spaccato l’opinione pubblica. Sui social e tra i cittadini il confronto è aperto. Da una parte chi vede nell’intervento un’occasione per rinnovare il volto del centro, dall’altra chi lo giudica poco coerente con il contesto attuale.

In molti sottolineano come, in una fase particolarmente delicata per la città, segnata da un commissariamento  che potrebbe anche prolungarsi e da verifiche su possibili infiltrazioni criminali, sarebbe più opportuno dare segnali di gestione prudente delle risorse pubbliche. In questo quadro, la spesa di circa 50mila euro per sostituire una decina di bandiere nella piazza principale appare a diversi cittadini poco opportuna, soprattutto considerando che, secondo alcuni, le strutture esistenti avrebbero richiesto soltanto interventi di manutenzione.

Non mancano, inoltre, dubbi su tempi e modalità dei lavori, come l’eventuale apertura di cantieri in aree molto trafficate a stagione già iniziata. Il progetto, circolato anche sui social insieme a documenti ufficiali, riporta alla memoria interventi passati che avevano già suscitato polemiche. Al di là delle opinioni sul piano estetico, il nodo resta quello delle priorità. Molti cittadini chiedono una gestione più attenta delle risorse in un momento così complesso.

Infatti, mentre si discute di acciaio corten, fioriere e aste in vetroresina alte cinque metri, la città reale racconta tutt’altro: marciapiedi dissestati dove si inciampa quotidianamente, basolati incompleti proprio all’ingresso del centro, scale pubbliche chiuse o impraticabili, aree trascurate che accolgono residenti e turisti con un senso diffuso di abbandono. E allora quei quasi 50mila euro iniziano a pesare. Non per la cifra in sé, ma per il modo in cui si sceglie di spenderla. Con la stessa somma si potrebbero realizzare interventi immediati, concreti, visibili, come il sistemare e mettere in sicurezza i marciapiedi più pericolosi del centro; completare la fresatura del basolato nel tratto finale verso Piazza Tasso che presenta fessure pericolose per chi vi passeggia; ripristinare il decoro e la funzionalità della fontana di piazza Lauro; oppure intervenire sulle scale della stazione, da tempo in condizioni critiche e che rappresentano un vergognoso biglietto da visita per chi arriva in città. Oppure, rendere finalmente praticabile e decorosa la scalinata che collega il centro al porto, al momento infestata di erbacce e giacchè ci siamo migliorare l’accessibilità delle vie che conducono a Marina Piccola. – Piccole opere,ma fondamentali. Quelle che i cittadini e turisti vedono, vivono e chiedono ogni giorno.

Una scelta fuori contesto – In merito al progetto, il punto non è essere contrari al decoro urbano. Nessuno rimpiange bandiere sbiadite o pennoni arrugginiti. Ma tra la manutenzione necessaria e un intervento da quasi 50mila euro c’è una differenza sostanziale. In molti sostengono che sarebbe bastato intervenire con lavori di manutenzione ordinaria, contenendo i costi e ottenendo comunque un risultato dignitoso. Invece si è scelta la strada più onerosa, in un momento che oneroso non dovrebbe esserlo affatto. In quanto,  una città commissariata non è una città qualsiasi, ma bensì una città che dovrebbe dare segnali di rigore, sobrietà, attenzione quasi maniacale all’uso delle risorse pubbliche. E invece, quello che sta passando è un messaggio diverso, ovvero  quello di un intervento percepito come superfluo, se non addirittura fuori luogo.

Per qualche addetto ai lavori, in un contesto già segnato da sfiducia e tensioni, scelte come questa rischiano di incrinare ulteriormente il rapporto tra cittadini e istituzioni. Perché il tema vero, alla fine, non sono le bandiere, ma la credibilità. Credibilità nelle scelte. Credibilità nelle priorità. Credibilità nell’idea che chi amministra, anche temporaneamente, sappia distinguere tra ciò che è necessario e ciò che può aspettare. E oggi, a molti cittadini, questa distinzione non appare così chiara.

Le bandiere,  come è noto, sono un simbolo di accoglienza, di apertura, di identità.  Ma un simbolo non può diventare più importante della sostanza. Necessiterebbe essere consapevoli  che una città accogliente, dalla visibilità internazionale come Sorrento, non è quella con i pennoni nuovi, ma quella con strade sicure, spazi curati e servizi funzionanti. La sensazione, sempre più diffusa, è che a Sorrento, come in passato, si stia consumando l’ennesimo cortocircuito amministrativo, come quello di  investire nel superfluo trascurando l’essenziale. – 03 aprile 2026

 

 

 

 

 

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