Tragedia nei cantieri dell’Alta Velocità, operaio di 38 anni perde la vita nei Monti Alburni

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Aperta un’inchiesta per omicidio colposo e cantiere sequestrato. I sindacati proclamano sciopeor dichiarando che no può considerarsi una fatalità, ma il risultato di ritmi eccessivi e carenze nei controlli

Un’altra vittima sul lavoro, un’altra tragedia che riaccende il dibattito sulla sicurezza nei cantieri italiani. A perdere la vita è stato  un giovane di 38 anni, originario di Vibonati, rimasto vittima di un grave incidente mentre lavorava in un cantiere per l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, nell’area dei Monti Alburni, nel territorio di Sicignano degli Alburni.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, l’operaio era impegnato nella movimentazione di materiali quando sarebbe stato colpito violentemente al collo da una lastra d’acciaio. Non si escludono però altre ipotesi, come l’impatto con una trave o un elemento strutturale: la dinamica precisa dell’incidente resta da chiarire. – L’impatto si è rivelato fatale. I colleghi hanno immediatamente dato l’allarme e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i volontari della Croce Rossa, che hanno tentato di rianimarlo. Il 38enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Eboli, ma è arrivato già privo di vita a causa delle gravissime lesioni riportate.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Eboli, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta sequenza dei fatti e verificare eventuali responsabilità. La Procura della Repubblica di Salerno ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, disponendo il sequestro dell’area di cantiere e delle strutture coinvolte. La salma dell’operaio è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria per ulteriori accertamenti.

La notizia ha profondamente colpito la comunità di Vibonati, da cui proveniva la vittima, mentre il caso si inserisce in un quadro già drammatico per il territorio salernitano. Si tratta infatti del secondo incidente mortale sul lavoro in appena 48 ore, dopo la morte di un altro operaio a Bellizzi, schiacciato da un macchinario in uno stabilimento industriale. – Un dato che contribuisce ad alimentare l’allarme su una vera e propria emergenza sicurezza, con numeri in crescita secondo le rilevazioni più recenti tra il 2025 e i primi mesi del 2026.

Immediata la reazione dei sindacati. La Fillea Cgil di Salerno ha proclamato quattro ore di sciopero per richiamare l’attenzione sulle condizioni nei cantieri. Secondo il segretario generale Vito Grieco, non si può parlare di fatalità: “Quando si lavora sotto pressione, con ritmi serrati e straordinari continui, il rischio aumenta in maniera esponenziale. Nei cantieri dell’alta velocità i tempi si comprimono e la sicurezza finisce sotto stress”.

Sulla stessa linea anche la Filca-Cisl Salerno, che ha espresso cordoglio per la vittima e vicinanza alla famiglia, ribadendo la necessità di rafforzare prevenzione, formazione e controlli. “In Italia muore in media un operaio edile ogni due giorni – sottolinea il sindacato – e serve uno sforzo comune tra istituzioni, imprese e lavoratori per fermare questa scia di sangue”.

L’ennesimo incidente riporta così al centro dell’attenzione pubblica il tema della sicurezza sul lavoro, soprattutto nei grandi cantieri infrastrutturali, dove la pressione sui tempi di realizzazione rischia di tradursi in condizioni operative sempre più critiche. Una questione che, ancora una volta, chiama in causa responsabilità, controlli e una cultura della sicurezza che fatica a radicarsi pienamente. – 02 aprile 2026

Fonte IGV – foto di repertorio
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