Castellammare, i sindacati denunciano rischi per la sicurezza. Tensione in Fincantieri

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Si accusa l’azienda di intimidazioni verso i delegati chiedendo interventi urgenti per garantire la tutela dei lavoratori

castellammare di Stabia – Clima sempre più teso nello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia, dove si riaccende il confronto tra azienda e sindacati sul tema della sicurezza sul lavoro. Dopo lo sciopero di alcune ore proclamato nei giorni scorsi, le organizzazioni sindacali tornano ad accusare la direzione aziendale di atteggiamenti intimidatori nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori. – In una nota congiunta, Fiom, Fim e Uilm parlano apertamente di un “braccio di ferro” in atto e denunciano una gestione delle criticità che, a loro dire, privilegerebbe lo scontro anziché la prevenzione. “Sulla sicurezza sul lavoro la risposta dell’azienda è l’intimidazione, non la prevenzione”, affermano i sindacati.

Al centro della contestazione vi è il trattamento riservato ai rappresentanti sindacali, in particolare Rsu e Rls, accusati di essere stati oggetto di provvedimenti che ne limiterebbero l’attività. Secondo le sigle, alcuni delegati sarebbero stati collocati forzatamente in permesso sindacale, con conseguente perdita di salario, nel tentativo di ridurre le segnalazioni sulle condizioni di sicurezza. – I sindacati sottolineano come l’intervento quotidiano dei rappresentanti nei reparti sia motivato dalla necessità di sopperire a quelle che definiscono “inefficienze gestionali”, sia sul fronte della prevenzione sia su quello dell’organizzazione produttiva. Da qui la richiesta all’azienda di concentrare gli sforzi sul miglioramento delle condizioni di lavoro e sul ripristino di un clima collaborativo.

Particolarmente dura la posizione espressa nei confronti della società, definita “azienda a partecipazione pubblica” che dovrebbe rappresentare un modello di responsabilità sociale. “È inaccettabile – si legge nella nota – che vengano utilizzati metodi intimidatori per coprire mancanze in materia di sicurezza”.  – Fiom, Fim e Uilm ribadiscono quindi che la sicurezza non può essere considerata un costo, ma un diritto fondamentale dei lavoratori. – 28 marzo 2026

Fonte Il Corrierino
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