Epatite A casi in aumento. Campania, Lazio e Puglia le regioni più colpite

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Determinante il ruolo dei frutti di mare, mentre calano le epatiti B e C e aumenta la E

Crescono in Italia i casi di epatite A, mentre si registra un calo per le epatiti B e C. A delineare il quadro aggiornato è il bollettino del sistema di sorveglianza Seieva, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che segnala un incremento significativo dei contagi soprattutto in tre regioni: Campania, Lazio e Puglia. – Secondo i dati diffusi dall’ISS, nel 2025 sono stati notificati 631 casi di epatite A, in aumento rispetto ai 443 registrati nel 2024. Il picco si è verificato a settembre, con 89 segnalazioni, seguito da una lieve flessione nei mesi successivi. Tuttavia, l’inizio del 2026 mostra un nuovo rialzo: nei primi tre mesi dell’anno si è raggiunto un picco a marzo, con 160 casi segnalati (dato ancora provvisorio).

Particolarmente colpita è la Campania, che registra il maggior numero di casi: 110 dall’inizio dell’anno al 17 marzo. L’ISS evidenzia come l’attuale andamento epidemico sia alimentato soprattutto dai focolai nelle tre regioni più interessate. Per fronteggiare la situazione, il Ministero della Salute ha istituito un gruppo di lavoro che coinvolge, oltre all’ISS, i servizi regionali di prevenzione ed epidemiologia e diversi enti specializzati, tra cui l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno.

Frutti di mare e trasmissione i principali fattori di rischio – L’analisi dei dati individua nel consumo di frutti di mare uno dei principali fattori di rischio. Nei primi tre mesi del 2026, ben 262 casi risultano associati a questa esposizione, contro i 43 registrati nello stesso periodo del 2024. – Un altro elemento rilevante riguarda la trasmissione sessuale, in particolare tra uomini che fanno sesso con uomini (Msm). Nel 2025 questi casi hanno rappresentato il 23,1% del totale (101 segnalazioni), mentre tra gennaio e marzo 2026 si attestano all’11,1%. – Mentre l’epatite A torna a crescere, i dati mostrano un calo su scala nazionale delle epatiti B e C. Parallelamente, si osserva invece un aumento dei casi di epatite E, altra forma virale meno diffusa ma monitorata con attenzione dalle autorità sanitarie. – Gli esperti sottolineano che la trasmissione alimentare del virus può essere prevenuta adottando semplici ma fondamentali norme igieniche. Tra queste: lavaggio frequente delle mani; accurata pulizia di frutta e verdura; cottura completa degli alimenti, soprattutto dei molluschi; attenzione nella manipolazione e preparazione dei cibi

Particolare cautela è raccomandata proprio per i frutti di mare, che devono essere consumati solo dopo una cottura adeguata, in grado di raggiungere temperature sufficienti anche all’interno del prodotto. Resta centrale il ruolo della vaccinazione, disponibile ed efficace nel garantire una protezione duratura contro l’epatite A. L’ISS ne raccomanda l’utilizzo soprattutto per chi viaggia in aree ad alta diffusione del virus (come Africa, Sud-Est asiatico e Sud America), per i soggetti con epatopatie croniche e per chi è esposto a comportamenti a rischio. – La vaccinazione è indicata anche per i contatti stretti di persone infette, preferibilmente entro 15 giorni dall’insorgenza dei sintomi nel caso indice, contribuendo così a prevenire ulteriori contagi. – 26 marzo 2026

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