I dati ufficiali dell’affluenza registrati alle 23:00 della prima giornata di voto
Penisola sorrentina – Si attesta su livelli mediamente sostenuti l’affluenza alle urne in Penisola sorrentina per la prima giornata del referendum costituzionale sulla giustizia. Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, aggiornati alle ore 23, la partecipazione degli elettori mostra un andamento in crescita costante nel corso della giornata. – Il comune con la percentuale più alta è Piano di Sorrento, dove ha votato il 44,83% degli aventi diritto. Seguono Meta con il 44,03% e Sant’Agnello al 44,31%. Più contenuta, ma comunque significativa, la partecipazione a Sorrento (41,96%), Vico Equense (39,43%) e Massa Lubrense, che si ferma al 37,25%.
il primo dato che salta all’occhio è che in tutti i centri si conferma un incremento progressivo rispetto alle rilevazioni precedenti. Alle ore 19 i dati erano già in crescita rispetto al primo aggiornamento delle 12, segnale di una partecipazione che si è intensificata soprattutto nel pomeriggio e in serata. Le operazioni di voto proseguono anche nella giornata odierna: i seggi resteranno aperti fino alle ore 15. Subito dopo la chiusura inizierà lo spoglio delle schede, che determinerà l’esito della consultazione.
Come è noto si tratta di un referendum costituzionale, per il quale non è previsto quorum: sarà quindi sufficiente la maggioranza dei voti validamente espressi per confermare o respingere la riforma. – Al centro della consultazione vi è una profonda revisione dell’ordinamento della magistratura italiana. La riforma prevede, in particolare, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con l’istituzione di due distinti Consigli superiori della magistratura. Viene inoltre introdotta una nuova Alta Corte disciplinare, chiamata a gestire i procedimenti nei confronti dei magistrati, superando l’attuale sistema affidato al Consiglio superiore della magistratura.
Il voto rappresenta dunque un passaggio rilevante per il futuro della giustizia italiana, su un tema che da anni anima il dibattito politico e istituzionale. L’attenzione resta ora concentrata sull’affluenza complessiva e sull’esito finale che emergerà dallo scrutinio. – 23 marzo 2026

















