Mentre le concessioni vengono prorogate fino al 2026 senza rilevare evidenti illegittimità, la task force antiabusivismo si concentra sui piccoli interventi di necessità, ignorando le grandi speculazioni che da decenni modificano il territorio ingrossando in modo illecito i soliti patrimoni. Cittadini e associazioni chiedono trasparenza e interventi concreti
Sorrento – In questi giorni, la Commissaria Prefettizia, dott,ssa Rosalba Scialla,ha deciso di prorogare le concessioni fino al 31 ottobre 2026, in attesa del nuovo Piano di utilizzo del demanio (PAD). Ma mentre si prendono decisioni per il futuro delle attività economiche, rimane irrisolta una questione storica, gli interventi illegittimi perpetrati nei decenni sul suolo demaniale. Il provvedimento di proroga viene presentato come una misura tecnica, necessaria per garantire continuità alle attività economiche e attendere una riorganizzazione complessiva del settore. Tuttavia, per molti cittadini, appare sempre più evidente uno squilibrio tra le decisioni del Comune e la mancata azione su un fronte altrettanto cruciale, quello della legalità urbanistica sul suolo demaniale. Una situazione più volte segnalata e denunciata alle Autorità preposte, dalle Associazioni territoriali contro le illegalità nonchè evidenziata in modo opportuno, qualche anno fa, da una corposa relazione del tecnico comunale responsabile del demanio marittimo.

Nel corso dei decenni, infatti, si sono accumulati interventi edilizi non sempre conformi alle norme, in luoghi vincolati, in alcuni casi veri e propri ampliamenti o trasformazioni che avrebbero richiesto verifiche e, laddove necessario, sanzioni, ripristini e come spesso accade per gli abusi di necessità, acquisizioni al patrimonio comunale. Su questo versante, però, tuttora non risultano provvedimenti incisivi o sistematici.
Questa discrepanza alimenta la percezione di un sistema a “due pesi e due misure”,ovvero, rigore verso chi commette violazioni minori, impunità per chi ha portato avanti interventi di maggiore impatto. La proroga delle concessioni senza un parallelo intervento contro gli eventuali abusi perpretati sul suolo demaniale e la impunità verso le grandi e evidenti speculazioni alimenta frustrazione tra cittadini e associazioni, che, ora più che mai, chiedono trasparenza, responsabilità e l’adozione di provvedimenti concreti.
Ormai è evidente che in una città commissariata da quasi un anno il cambiamento tanto atteso tarda ad arrivare anche sotto tale profilo. Gli osservatori locali evidenziano come questa inerzia rischi di consolidare ancora di più un modello di gestione del territorio, parte di quel “sistema” che si dichiara di voler combattere, ma che nel frattempo lascia impuniti i principali responsabili delle violazioni, la maggior parte dei quali ha agito proprio in stretta connivenza con lo stesso sistema.
Se, come evidenziano i fatti, nulla cambia, Sorrento rischia di rimanere intrappolata in una routine di proroghe e controlli parziali, incapace di affrontare le vere responsabilità nei confronti di un territorio che, nonostante tutto, continua a produrre ricchezza mal distribuita e a generare evidenti spaccature nella comunità. Se, anche in questa importante occasione, non si riesce a imporre il rispetto delle regole e a contrastare quel sistema di cui la città resta prigioniera, Sorrento potrebbe ritrovarsi a respirare ancora una volta la solita “aria fritta”, con le grandi speculazioni senza conseguenze e i cittadini costretti a pagare il prezzo dell’immobilismo. – 19 marzo 2026

















