Il silenzio delle amministrazioni alimenta tra i cittadini polemiche, dubbi, timori ambientali e richieste di trasparenza
Penisola Sorrentina – La proposta della famiglia Aponte di realizzare un nuovo porto turistico tra Marina di Cassano, a Piano di Sorrento, e il territorio di Sant’Agnello sta sollevando un acceso dibattito pubblico. Il progetto, presentato ai due comuni, prevede la realizzazione di un’unica infrastruttura portuale moderna con un aumento del 15% dei posti barca, spazi destinati anche a grandi yacht e una serie di interventi che modificherebbero in modo significativo l’attuale assetto del borgo marinaro. – La notizia è emersa.nei giorni scorsi, accompagnata dall’idea di una sorta di “ultimatum” da parte degli imprenditori ai sindaci dei due comuni, che da circa cinque mesi non avrebbero ancora fornito una risposta formale alla proposta. In questo periodo si sarebbero comunque svolti incontri tecnici per illustrare l’iniziativa e le possibili modalità di realizzazione.
Come accade per ogni progetto di iniziativa privata, la presentazione di una proposta agli enti locali è pienamente legittima. La sua eventuale accoglienza, tuttavia, dipende dalla volontà politica delle amministrazioni e soprattutto dalla verifica della fattibilità tecnica, urbanistica e ambientale. Un percorso che inevitabilmente richiede tempo, anche se le amministrazioni devono comunque fornire risposte entro termini definiti. – Proprio il silenzio denunciato dai proponenti ha contribuito ad alimentare le prime polemiche. Da un lato emerge il tema della capacità delle amministrazioni locali di confrontarsi con progetti di grande portata economica e tecnica; dall’altro pesa la delicatezza della decisione che i due sindaci, Salvatore Cappiello per Piano di Sorrento e Antonino Coppola per Sant’Agnello, sono chiamati ad assumere.
L’iniziativa, secondo le prime indiscrezioni, comporterebbe un investimento di circa 40 milioni di euro da parte del gruppo Aponte, realtà imprenditoriale internazionale con interessi che negli ultimi anni si sono estesi ben oltre il settore marittimo, dai trasporti ferroviari all’aviazione cargo, fino alla sanità e all’editoria. Proprio per questo la scelta dei comuni appare particolarmente delicata. Il progetto, infatti, riguarda un ambito estremamente sensibile per il territorio, il mare, le spiagge e l’impatto ambientale che un’infrastruttura di questo tipo potrebbe comportare. Si tratta quindi di una decisione destinata ad avere ricadute importanti sulle comunità locali.
Nel frattempo il dibattito si è spostato sui social, dove cittadini e osservatori discutono dell’iniziativa senza però disporre, al momento, di dettagli ufficiali sul contenuto del progetto. Da qui la richiesta sempre più insistente di maggiore trasparenza da parte delle amministrazioni. – Per molti osservatori il passaggio decisivo dovrebbe ora avvenire nelle sedi istituzionali. Portare la questione all’attenzione dei consigli comunali consentirebbe infatti di illustrare pubblicamente la proposta, chiarire lo stato delle interlocuzioni con i proponenti e indicare l’orientamento delle amministrazioni sulla fattibilità dell’opera.
Solo a partire da una piena conoscenza del progetto e da un confronto pubblico sarà possibile avviare una discussione consapevole su un intervento che potrebbe cambiare il volto di uno dei tratti costieri più caratteristici della penisola sorrentina. – 16 marzo 2026

















