Nuove fattispecie di sfruttamento, tecnologie digitali nelle reti criminali e regole più stringenti sull’accesso ai dati societari. Il quadro delle recenti misure europee analizzato dal noto criminologo sorrentino
La lotta alla criminalità organizzata e ai fenomeni di sfruttamento evolve insieme alla società e alle tecnologie. Proprio su questi cambiamenti si concentra l’analisi settimanale del noto avvocato criminologo Luigi Alfano, che questa settimana approfondisce due importanti interventi normativi destinati a incidere sul sistema penale e sui meccanismi di prevenzione del riciclaggio: il rafforzamento delle norme contro la tratta di esseri umani e le nuove regole sull’accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva delle imprese.
Tratta di esseri umani: nuove fattispecie e attenzione al digitale, come evidenzia l’avvocato criminologo Luigi Alfano, il primo provvedimento recepisce la direttiva europea (UE) 2024/1712, aggiornando il quadro normativo relativo alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani. L’intervento modifica gli articoli 600 e 601 del codice penale e amplia le ipotesi di sfruttamento riconducibili al fenomeno della tratta. Tra le nuove fattispecie incluse figurano lo sfruttamento della maternità surrogata, l’adozione illegale e il matrimonio forzato, fenomeni che il legislatore europeo considera nuove manifestazioni di un mercato criminale sempre più transnazionale e legato alla vulnerabilità delle vittime.
Nel commentare il provvedimento, l’avvocato Alfano sottolinea anche un altro elemento centrale: l’attenzione crescente verso l’uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale da parte delle organizzazioni criminali. Il decreto introduce infatti un riferimento esplicito agli strumenti tecnologici utilizzati per il reclutamento delle vittime e per la diffusione di contenuti legati allo sfruttamento. – Un ulteriore passo avanti riguarda la tutela delle persone coinvolte. Il testo rafforza il principio della non punibilità delle vittime per eventuali reati commessi sotto costrizione, in linea con l’approccio europeo che privilegia la protezione delle persone trafficate rispetto alla loro criminalizzazione.
L’analisi dell’avvocato criminologo sorrentino richiama inoltre l’attenzione sulla responsabilità amministrativa delle imprese: il decreto estende infatti il catalogo dei reati presupposto del decreto legislativo 231/2001. Le persone giuridiche coinvolte nei nuovi reati di tratta potranno essere soggette a sanzioni pecuniarie rilevanti e a misure interdittive, con sospensioni operative di durata non inferiore a sei mesi.
Antiriciclaggio: nuove regole sull’accesso ai dati societari – La seconda misura analizzata dall’avvocato criminologo Luigi Alfano riguarda invece il rafforzamento degli strumenti di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, attraverso l’attuazione della direttiva europea (UE) 2024/1640. Il decreto introduce una disciplina più strutturata sull’accesso alle informazioni relative alla titolarità effettiva delle imprese, contenute nel Registro delle imprese. Le autorità competenti potranno consultare i dati in modo diretto tramite sistemi telematici, mentre i soggetti obbligati ai controlli antiriciclaggio — come intermediari finanziari e professionisti — potranno accedervi esclusivamente nell’ambito delle attività di verifica della clientela.
Tra le novità più significative, spiega l’avvocato Alfano, vi è l’introduzione del criterio del “legittimo interesse” per l’accesso ai dati. Potranno richiederlo giornalisti, ricercatori, università e organizzazioni del terzo settore, purché dimostrino che la consultazione sia finalizzata alla prevenzione del riciclaggio o del finanziamento del terrorismo. La valutazione spetterà alle Camere di commercio, che potranno rilasciare un certificato di accesso valido per tre anni. – Allo stesso tempo, il decreto introduce nuove garanzie per la tutela dei titolari effettivi, prevedendo limitazioni all’accesso ai dati nei casi in cui la divulgazione possa esporre le persone a rischi gravi, come frodi, estorsioni o violenze, o quando il titolare sia minorenne o incapace.
Norme più severe e maggiore trasparenza – Secondo l’analisi dell’avvocato criminologo Luigi Alfano, i due interventi normativi si inseriscono in una strategia europea più ampia che mira a rafforzare la prevenzione dei fenomeni criminali attraverso strumenti giuridici aggiornati, maggiore trasparenza e un utilizzo più consapevole delle tecnologie. In un contesto in cui le reti criminali operano sempre più su scala internazionale e digitale, conclude Alfano, la sfida principale resta quella di coniugare efficacia investigativa, tutela delle vittime e protezione dei dati sensibili, mantenendo un equilibrio tra sicurezza e diritti fondamentali. – 14 marzo 2026


















